Roma, 102 a.C. Mentre Caio Mario affronta in Gallia l’avanzata devastante dei Germani, nell’Urbe si muove un’ombra più oscura dei barbari: una setta di uomini potenti, decisi a sovvertire la Repubblica attraverso un’antica profezia etrusca che invoca il favore della Triade Arcaica — Quirino, Marte e Giove — tramite nove sacrifici umani.
Le vittime vengono scelte secondo un rituale spietato: acqua per il contadino, ferro per il guerriero, fuoco per il sacerdote. Ogni omicidio è un tassello di una spirale che deve culminare con la morte del Pontefice Massimo, Lucio Domizio Enobarbo, per scatenare il caos e permettere ai congiurati di prendere il potere.
A indagare su questa catena di delitti è Lucio Fabricio Sarritore, giovane magistrato plebeo, brillante e ostinato, affiancato dal fedele centurione Gaio Antilio. Ben presto i due comprendono che non si trovano di fronte a un assassino qualunque, ma a un sicario formidabile: Tritone, ex gladiatore dalla forza sovrumana, schiavo di un passato di sangue e di un padrone invisibile.
Mentre Roma si riempie di paura, Sarritore scopre che dietro i delitti si muovono figure di primo piano della politica: tribuni, pretori, consoli mancati, uomini capaci di manipolare il Senato e il popolo. La congiura è più vasta di quanto immaginasse, e ogni passo avanti costa una vita.
Tra intrighi politici, antichi riti religiosi, tradimenti, fughe disperate e rivelazioni sconvolgenti, Sarritore dovrà affrontare non solo la setta, ma anche la verità più pericolosa: a Roma il potere non si conquista, si immola.
E il prezzo del potere è sempre il sangue degli innocenti.